Psicologia integrativa: la malattia è una via che conduce alla perfezione

Salute integrata, psicologia integrativa, integrazione somato-psichica, sviluppo integrato dell’Essere: cos’è l’integrazione? Cosa significa lavorare ad un progetto integrativo? L’uomo può essere considerato come un’organizzazione complessa di organi, sistemi, funzioni, centri operativi, abilità che insieme collaborano al progetto vita: sopravvivenza, crescita, riproduzione, evoluzione, autorealizzazione.

Gesù disse loro: “Se fate diventare il due in uno e quello che è interno come quello che è esterno e l’esterno come l’interno e ciò che è sopra come quello che è sotto e se fate del maschile e del femminile una cosa sola, così che il maschile non sia maschile e il femminile non sia femminile, se mettete più occhi al posto di un occhio e una mano al posto di un’altra mano e un piede al posto di un altro piede, una immagine al posto di un’altra immagine, allora entrerete nel Regno”

(Vangelo di Tommaso, 22)

Semplificando, il modello uomo è:

  • corpo: istinti, percezioni, azione, movimento, funzioni vitali e metaboliche
  • emotività: emozioni, passioni, desideri, sentimenti, risentimenti, motivazioni
  • pensiero: intelletto, intelligenza, analisi e sintesi, creatività, senso estetico, senso morale, memoria cognitiva
  • spirito: coscienza, anima, intuito, sensibilità psichica, ispirazione, volontà, ideazione
  • alimentati e sostenuti dall’energia vitale che permea diverse forme di vita organica sul pianeta (prana, chi, ki).

Un’orchestra composta da molti e svariati strumenti che, se accordati e ben diretti, in armonia tra loro, possono produrre sinfonie sublimi o, se mal utilizzati, stecche clamorose che sul piano umano diventano malattie, sofferenza, conflitto, insoddisfazione, frustrazione e fallimento.

Un progetto integrativo si propone di favorire il riconoscimento e la comprensione della funzione positiva di tutte le componenti umane in sinergia fra di loro, ed il loro utilizzo cosciente e consapevole, al fine di orientare la propria esistenza verso ciò che è sano, proficuo, nutriente, utile e necessario. Nel campo medico, psicologico, formativo ed educativo, questo progetto diventa uno studio concreto di strumenti e strategie orientate a tal fine.

psicologia integrativa Malattia

“Se una persona rifiuta di vivere un principio nella propria coscienza, questo principio precipita nel corpo e si manifesta come sintomo. Questo induce la persona a vivere e realizzare il principio rifiutato, in questo modo il sintomo guarisce la persona: è il sostituto fisico di ciò che manca all’anima”

(Malattia e destino: il valore e il messaggio dellla malattia, Thorwald Dethlefsen, Ruediger Dahlke)

Il progetto integrativo non combatte niente e nessuno. Opera secondo il principio che ogni sintomo disfunzionale è un tentativo di segnalare uno squilibrio che va compreso e integrato non attaccato e distrutto. Il conflitto crea guerra e morti; l’integrazione opera per la pace, l’accettazione e la comprensione dell’aspetto luce (proficuo) di ogni fenomeno umano. Il sintomo ci costringe a realizzare attraverso il corpo il principio non accettato volontariamente e riporta quindi l’uomo in equilibrio.

“Il sintomo è la condensazione somatica di ciò che manca alla coscienza. Il sintomo rende l’uomo onesto perché rende visibili i contenuti repressi”

(Malattia e destino, T. Dethlefsen, R. Dahlke).

Conoscere la propria macchina psicofisica, le relazioni tra corpo, emozioni, intelletto e spirito, comprendere l’aspetto energetico della vita ed imparare ad alimentare e gestire la nostra macchina, risvegliando coscienza e consapevolezza, questo è il compito del terapeuta integrativo. Sul piano più specificatamente psicologico, che mi compete, la psicologia integrativa vuole aiutare le persone a riconoscere quegli aspetti del sé che sono stati giudicati, rifiutati, rimossi e repressi nell’inconscio. E’ impossibile che l’uomo divenga sano o intero fintanto che esclude qualcosa dalla propria coscienza. Al fine di aderire a modelli ideali di personalità, ritenuti più apprezzabili e meno criticabili dagli altri e da se stessi, ci si specializza su alcuni modelli di comportamento caratteriale rigidi e ripetitivi. L’individuo fin da piccolo si identifica solo con alcuni aspetti del sé considerati positivamente, e tende a fissarsi -quindi ad irrigidirsi – su alcuni schemi di pensiero, emozioni, idee e convinzioni su di sé e sul mondo, escludendone altri.
Così si forma quello che Claudio Naranjo e la tradizione dell’Eneagramma definisce il carattere o l’ego o la falsa personalità.
Tanto più questo non corrisponde o si distanzia dalla verità su noi stessi, dal nostro vero sé, o Io innato, tanto più rimuoviamo e rinneghiamo il nostro potenziale, i nostri talenti e desideri più veri o ci neghiamo di riconoscere ed esprimere le nostre reali emozioni e sentimenti profondi. Tanto più sono probabili la sofferenza e la malattia, viste come estremo tentativo di segnalare alla coscienza la verità su noi stessi.

psicologia integrativa Disegno

Tutto il lavoro della psicologia integrativa parte da una precisa ricerca, orientata allo studio di sé, della propria macchina psicofisica. Lo scopo è scoprire le origini del disagio e della sofferenza e le strategie disfunzionali nell’uso delle proprie risorse. Lo scopo è ampliare la coscienza e la conoscenza di sé, per poi orientare i comportamenti e i sistemi di pensiero alla trasformazione concreta del problema e della sofferenza (problem solving strategico), ed al raggiungimento di obiettivi reali ed ecologici per sé e per gli altri (Integra-Azione).

Obiettivo della psicologia integrativa è permettere all’uomo di rivelarsi a sé stesso, di ricevere da sé accoglienza, amore incondizionato, comprensione e una direzione precisa. Comprendere, correggere e potenziare le risorse e le abilità individuali e sociali dell’uomo, orientandole alla realizzazione dei desideri e delle aspirazioni più vere e profonde, è la conseguenza di una autoconoscenza che conduce alla padronanza di sé.

“Nessun problema può essere risolto dalla coscienza che lo ha creato”

(A. Einstein).

Molto importante nel lavoro della psicologia integrativa è la conoscenza delle energie e dei blocchi corporei, dovuti alla repressione ed all’utilizzo scorretto della propria macchina organica. Vengono pertanto utilizzate diverse tecniche per aiutare lo scioglimento della corazza creata dalla negazione. Grazie ad una approfondita conoscenza delle funzioni respiratorie, della bioenergetica, delle tecniche di rilassamento e della scienza dell’alimentazione è possibile applicare, lavorando in équipe, diversi approcci somato-psichici di guarigione. Sovente lo psicologo integrativo interagisce con un team di operatori (medici, nutrizionisti, esperti di tecniche corporee, chiropratici, tecnici) per potenziare l’efficacia dell’intervento. L’approccio della psicologia integrativa in psicologia prevede inoltre un addestramento all’intelligenza emotiva. Comprensione e integrazione emozionale sono un passaggio fondamentale per il nostro benessere globale.

“La mente non è una democrazia”

(Phil Laut).

Un altro aspetto importante riguarda l’uso dei pensieri e delle rappresentazioni interiori, l’addestramento a costruire con precisione, strategie di giudizio e di ragionamento convenienti, salutari e proficue, attraverso un approccio anche cognitivo, fornendo all’intelletto le informazioni e le competenze necessarie per esserci alleato e non nemico.
Comprendere il proprio potenziale dì luce e di utilità riscoprendo la propria funzione ed espandere le qualità del cuore: amore, comprensione, compassione, perdono, gratitudine e i doni dello spiri-to, è un altro aspetto fondamentale di questo sistema evolutivo e terapeutico.

Gianluigi Giacconi

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