Paura delle Malattie

La paura delle malattie o ipocondria porta la persona da un lato ad esagerare i più piccoli dolori, ipotizzandoli come sintomi terrifici di malattie gravi, dall’altro alla tendenza ad arrendersi ad essi ed alle proprie immagini, fino a creare vere e proprie malattie immaginarie, con tour di visite mediche, esami e tentativi dissennati di autocura, che cronicizzandosi procurano forme d’ansia, sentendosi sempre più deboli e indifesi. Dato che queste persone prendono molto sul serio i propri sintomi e segnali corporei, li ritengono reali e veri e quindi spesso sono inconsapevoli della loro tendenza ipocondriaca.

”Se non riesci a prendere parte a nessuna attività perché non ti senti bene, se ti stanchi facilmente, se stai sempre a “curarti” anche se il tuo medico non trova l’origine dei tuoi malanni e colleghi le sensazioni e le disfunzioni deI tuo corpo alla possibilità di essere malato, il forte sospetto è che il tuo “bambino del passato” sia stato vittima di un atteggiamento ipocondriaco da parte dei tuoi genitori, che si è espresso in un’ossessione paralizzante di soffrire dolori, disturbi e malattie”.

H.W. Missildine “Il bambino che sei stato” Ed. Erikson

La paura delle malattie che può diventare ipocondria, cioè un’ossessione, è la conseguenza del nostro modo di pensare al corpo e alla salute psicofisica, lasciando sviluppare in noi immagini e rappresentazioni interiori di stanchezza, malattia, negatività, a cui diamo credito e dalle quali ci lasciamo suggestionare emotivamente.

paura delle malattie

Origine della paura delle malattie

pensieri negativi possono derivare da:

  • messaggi dall’esterno: mezzi di comunicazione, TV, riviste, racconti di altri
  • pensieri che nascono dentro di noi sulla base di ricordi, esperienze dirette o indirette di malattie, incidenti, morte

Tutto dipende da come io gestisco queste informazioni (è inevitabile che entrino molti messaggi negativi).

Come si può esprimere la paura delle malattie?

  • C’è chi prevalentemente ha paura del dolore fisico (più tipico nei giovani)
  • C’è chi ha paura del fatto che la malattia lo fermi e gli impedisca di lavorare, di agire, blocchi la sua possibilità di espressione (più tipico degli adulti)
  • Oppure la paura della morte (più tipica dell’anziano)

La paura delle malattie è collegata anche alla paura della povertà, nel senso di perdere l’efficienza lavorativa. Può essere collegata alla paura della critica: malattia che causa danni fisici o estetici (non piaccio più, non sono accettato dalle altre persone).
Può essere collegata alla paura di perdere le persone care (tipico dell’adolescente o dell’anziano).

La paura delle malattie è riferita anche al rapporto con la medicina ed a quanto io mi fido delle istituzioni sanitarie. Non è un periodo in cui ci sono grosse sicurezze, certezze… Siamo da un lato capaci di fare interventi incredibili, risolvere danni che un tempo non si potevano risolvere, ma ad esempio non esiste più il medico di famiglia che ti conosce da quando sei nato, che conosce i tuoi problemi, ti parla in un certo modo (spersonalizzazione della medicina).

Il medico mutualista rischia di diventare un burocrate, fermacarte (attenzione alle generalizzazioni!). Cerca magari di instaurare un rapporto più forte con le persone, ma se ha 30 persone che aspettano fuori è un problema.
C’è spesso una mancanza di contatto personale, intimo con chi cura. Anche in ospedale, il medico ospedaliero ha questa difficoltà, diventa difficile conoscere il paziente anche perchè c’è un grosso ricambio.
Medicine non tradizionali e alternative non sono ben integrate con la medicina tradizionale e questo crea confusione, non dà sicurezza (persone che fanno una trafila passando da un medico all’altro prima di decidere chi e cosa seguire, e poì decidono per simpatia; non ci sono certezze).

Un altro aspetto che riguarda i giorni nostri è una diminuzione della religiosità e spiritualità (diminuiscono le persone praticanti dell’una o dell’altra religione). La religione vista dal punto di vista medico è una cosa che dà grossa sicurezza: pensate alla persona anziana che arrivata alla fine della sua vita crede che ci sia qualcosa di bello dopo (se uno ci crede e ha fede in qualcosa di positivo elimina lo stress che può avere una persona che pensa che dopo non ci sia niente e ne ha paura).
Dunque, al di là dei problemi oggettivi reali e al di là delle sicurezze che ci può dare la medicina, il vissuto interno è importante e può essere compromesso. II nostro atteggiamento mentale influenza il nostro stato di salute e il decorso della nostra malattia, i tempi di guarigione, il nostro sistema immunitario è fortemente influenzato dallo stress, dall’ansia, e la paura delle malattie provoca un aumento di questi due fattori.

La mente paura delle malattie

Puoi leggere le testimonianze di chi ha iniziato il Percorso Addio Panico

Campi di intervento

Partendo dalle cose più semplici, nel momento in cui ho una malattia che mi spaventa mi curo (cosa che non succede sempre). Oppure, se ho qualche sintomo interno che mi crea disagio e preoccupazione, vado a vedere di cosa si tratta (a volte le persone si mettono il paraocchi e/o tengono per troppo tempo, proprio per la paura di scoprire malattie vere).

Posso intervenire anche sui messaggi che arrivano dall’esterno: se i programmi televisivi non mi fanno dormire la notte, perché li guardo!? Delle volte succede così con film dell’orrore che mi fanno una paura tremenda, ma li vado a vedere tutti. Se mi convinco che guardarli non è positivo per me, non li devo guardare.
Se ogni volta che incontro la prozia questa mi racconta tutte le sue magagne e questo mi fa stare male, è meglio che eviti di incontrarla. Se i giornali danno messaggi di questo tipo, non leggerli.
Il campo di intervento per difenderci da ciò, sta nella nostra interiorità, nella nostra reazione personale, nell’uso consapevole dei nostri pensieri ed emozioni. Esistono persone più suggestionabili di altre.

L’abitudine al pensiero negativo che sorge spontaneo dentro o che è influenzato dall’esterno, su questo si può lavorare. La produzione spontanea di immagini dentro di noi può essere trasportata dal negativo al positivo. Le immagini negatiVe che nascono in me si ernozionalizzano, diventano paure. La paura fa partire il meccanismo a cascata dello stress e quindi come conseguenza di predisposizione alla malattia psicosomatica (con riduzione delle mie capacità di difesa anche immunitaria). La paura può indebolire il mio fisico. Noi attiriamo ciò che temiamo e rappresentiamo in modo emozionalizzato nelle nostre rappresentazioni interiori.

Determinate immagini che riguardano me, fortemente emozionalizzate e magari vissute durante il rilassamento in ordine preciso (visualizzazioni, ideoprogrammazione) fanno tendere la macchina uomo verso quell’obiettivo. Se le immagini sono negative siamo nei guai. Ma se funziona questo sistema al negativo, può funzionare anche al positivo. Una immagine positiva fortemente emozionalizzata al positivo può far tendere la macchina psicofisica verso un obiettivo diverso.

Esistono le malattie psicosomatiche, ma a me interessa la salute psicosomatica. Queste immagini devono anche corrispondere ad una realtà nostra (ad esempio a me guardare i programmi in televisione non dà fastidio, ma se vedo un incidente stradale è meglio che mi fermi un attimo e mi calmi). Tutti coloro che hanno frequentato i miei corsi, sanno bene come non dare peso ed energia ai messaggi sadomasochisti della nostra mente integrando la paura. All’interno di Addio Panico, studieremo insieme come poter fare tutto ciò, con enormi risultati.

Gianluigi Giacconi

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