Lo Stress – Il Primo Pilastro dell’ Attacco di Panico

Desidero illustrarti, in questo articolo e nei prossimi che usciranno nelle settimane successive, cosa sono lo stress, l’ansia e la paura e come portano alla strutturazione di un disturbo d’attacchi di panico.
I condizionamenti sociali, culturali, ambientali e i ritmi sempre più innaturali a cui ci sottoponiamo e siamo sottoposti alimentano questi tre pilastri del disturbo d’attacchi di panico, i quali agiscono e si sviluppano in maniera differente in base al fisico, al temperamento, al carattere e al sistema familiare passato e presente dell’individuo.
Bisogna lavorare su questi tre elementi, poiché come vedremo a breve, funzionano in maniera molto simile. Nel percorso di Addio Panico, portiamo nella prima parte del programma l’attenzione su questi tre aspetti per imparare tecniche e strumenti per destrutturarli.

Stress e paura costruiscono i sintomi dell’ansia e agiscono su un piano organico non solo superficialmente, ma anche a livello cellulare. Problemi, traumi, paure, ansie e stress prolungati, causano una tensione che si cronicizza a livello muscolare e nervoso e anche a livello della cellula appunto. Quest’ultima infatti presenta un citoplasma contenente un reticolo, che si contrae ed espande equilibratamente, ma può rimanere contratto, portando ad un irrigidimento della stessa.
Non credevi che questi tre pilastri potessero modificare così profondamente il nostro corpo? Invece sì, stai solo cominciando a comprendere quanto la mente, il cuore e il corpo siano profondamente interconnessi.

Lo stress

Nella società moderna consideriamo accettabili i folli livelli di stress, senza considerare che è la base della gran parte della negatività e di ciò che compromette la nostra salute. Lo stress è una risposta adattiva dell’organismo a stimoli (stressors) col fine di potenziare le capacità di sopravvivenza, con variazioni biologiche, psicologiche e comportamentali. Comprendere quali stressors sono i più salutari e benefici per noi è di fondamentale importanza, poiché determinano la qualità e la durata della nostra vita. Eliminare totalmente lo stress è impossibile, quindi è importante imparare a gestirlo assumendosene la responsabilità.

Gli stressors possono essere esterni e oggettivi, cioè sociali, professionali, ambientali, relazionali, alimentari, affettivi e sessuali, ma anche interni e autogeni, che ci creiamo da soli, come per esempio pensieri, paure, giudizi, vergogne, risentimenti, sensi di colpa, bisogni, doveri, ossessioni, desideri, passioni ecc. Siamo capaci di autostressarci con pensieri negativi e con una cattiva gestione emozionale. E’ importante quindi trovare e mettere in pratica strategie per abbassare il livello di stress, alimentando pensieri autopotenzianti e non entrando in conflitto con le proprie emozioni.

In base alla qualità di questi stressors, dividiamo l’eustress, ovvero la componente vitalizzante dello stress che da energia, salute, felicità e motivazione, dal distress, la componente tossica, che porta a malattie, depressioni, solitudine e nevrosi.
Il disturbo d’attacchi di panico può essere la conseguenza di un ambiente colmo di stressors, dove l’organismo fatica a tornare ad uno stato di omeostasi (equilibrio) e quindi non riesce più a rispondere allo stress ambientale o autogenerato. Ne consegue un corpo debole e con predisposizione alle malattie.

Cosa succede quindi quando entri a contatto con stressors? Dipende se sono frutto di stress nervoso o stress organico.
La causa dello stress nervoso è l’ipersimpaticotonia, il nostro sistema nervoso è troppo sollecitato da stressors, e ciò porta ad un aumento della produzione di adrenalina e noradrenalina, che ti mantengono in uno stato di tensione e agitazione che favorisce la produzione di succhi gastrici (quindi coliti, gastriti, ulcere da stress). L’eccesso di stress influenza anche il tuo piano emotivo e quello mentale (siamo meno tolleranti, lucidi e pazienti per esempio).
Lo stress organico è collegato all’iperacidificazione del terreno, ovvero un organismo poco alcalino, poco “ossigenato”; questo dipende dalla nostra alimentazione, dallo stile di vita, ma soprattutto dalla respirazione e da altre possibili fonti di stress come la rabbia, l’ansia e tutte le altre emozioni che siamo abituati a vivere in modo conflittuale, le quali acidificano il nostro organismo. Come fanno ad acidificare il nostro organismo? Ogni emozione che attiviamo dentro di noi è collegata a dei neurotrasmettitori, ha una sua biochimica: se sono ansioso per esempio il mio corpo assume un certo tipo di sostanze che a lungo andare intossicano e acidificano; se sono invece felice il mio cervello e alcune strutture nervose periferiche producono endorfine, che non stressano l’organismo, anzi sono fonte di felicità, sono infatti i cosiddetti ormoni del benessere o del piacere.

In questo articolo ti ho presentato il primo pilastro della formazione di un disturbo d’ansia generalizzato o d’attacchi di panico, nei prossimi analizzeremo anche l’ansia e la paura. Infine comprenderemo come si influenzano costantemente e come sia fondamentale un approccio integrativo che lavora su tutti questi aspetti (studiando come influenzano il corpo, il cuore e la mente) per eliminare l’ansia e il panico definitivamente.

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