All’origine degli attacchi di panico: Pan Panico e Peter Pan

Paura, attacchi di panico, fobia, ansia, apprensione, preoccupazione, timore, fifa, spavento, terrore. Nomi diversi per definire  forme e intensità diverse dello stesso fenomeno.
Un insieme sinergico di sintomi e reazioni fisiologiche, emotive, mentali ed energetiche con cui spesso combattiamo, che sono causa di disagio e sofferenza.

“La nostra peggiore paura non è quella di essere inadeguati: la nostra paura più profonda è quella di essere potenti oltre misura. È la nostra luce, non l’oscurità che fa più paura.
Ci chiediamo: “Chi sono io a credermi brillante, fantastico, pieno di talenti e favioloso?”. Piuttosto, chi sei tu per credere di non esserlo?”

Nelsos Mandela

Gli attacchi di ansia intensa, e gli attacchi di panico sporadici, in condizioni di stress particolari, colpiscono il 30-35% della popolazione.

Se tu ritieni di soffrire più di ansia che ti attacchi di panico ti consiglio di guardare il video che trovi in questa pagina, clicca qui.

Gli esperti la definiscono “la sindrome del nuovo millennio” per la sua massiccia diffusione. Gran parte delle chiamate urgenti al pronto soccorso ospedaliero, mi confessavano alcuni amici medici, sono di natura ansiosa e determinate da crisi dovute ad attacchi di panico.

In campo clinico vi è ancora molto smarrimento riguardo alle cause ed ai rimedi; spesso chi soffre di questi disturbi, viene trattato con psicofarmaci, antidepressivi, ipnotici (e chi più ne ha più ne metta…) con un effetto tampone non risolutivo nei migliore dei casi, ma più frequentemente con un’intossicazione farmacologica non risolutiva aggravata da sintomi collaterali debilitanti nel peggiore dei casi.

Senza tener conto di quanto facilmente questi farmaci possano dare assuefazione e creare una dipendenza, richiedendo dosi sempre maggiori per ottenere risultati soddisfacenti.

attacchi di panico

La mia esperienza con gli attacchi di panico

Verso i 25 anni ebbi occasione di sperimentare personalmente crisi di questo tipo: conosco bene il disagio e persino la disperazione causate dalla comparsa di emozioni come il panico, l’ansia e la paura. Anche grazie a tale esperienza mi sono dedicato con passione allo studio di soluzioni per questo fenomeno strano e così poco compreso, a volte così difficile da gestire da parte di chi ne soffre.

Il vero problema è che la nostra cultura celebra oggi più che mai i fasti dell’autocontrollo e della performance. E’ sempre più ostile agli istinti, alle emozioni, alle energie naturali. Ciò ci porta a combattere contro noi stessi e la nostra energia vitale, cercando di eliminare qualsiasi cosa affiori in modo poco pacato e non controllabile.

Molti odiano la paura in tutte le sue forme, collegandola con l’idea di essere considerati deboli e insicuri, persino vigliacchi.

Molti non ne sopportano l’intensità e temono che questa energia (perché, infondo, solo di questa si tratta) li possa travolgere e trasportare in un inferno senza fine.

Molti pensano che la paura possa limitare il proprio potere personale e diminuire l’efficienza: “Vorrei, ma la paura non me lo permette”. Molti provano vergogna soltanto all’idea che qualcuno scopra la loro vulnerabilità e fragilità emotiva; si sentono umiliati perché la loro natura sensibilità fa percepire la loro ansia e paura.

Persone sensibili con l’impellente necessità (a volte l’ossessione) del controllo, persone fortemente ipocondriache o eccessivamente dipendenti dai giudizi esterni, oppure persone pessimiste e tendenti a scorgere pericoli ovunque (“Il pauroso non sa cosa significa essere soli: dietro la sua poltrona c’e sempre un nemico”, scriveva Nietzsche) hanno più facilità a soffrire di disturbi ansiosi o fobici-ossesivi.

Costoro farebbero carte false per evitare la paura ed eliminarla dalla loro vita, consumando inutilmente energia per reprimerla, con conseguenze talvolta drammatiche per la loro esistenza.

Il cuore del problema è in realtà lo scarso addestramento che abbiamo nel trattare con amore le nostre emozioni.

Se cerchiamo di evitare la paura perché la giudichiamo negativamente, ci troviamo ad evitare tutte quelle situazioni che contengono percentuali di rischio, di non totale sicurezza, fino ad escludere le esperienze nuove perché sconosciute. Ma l’ansia e la paura non risparmiano nessuno: perché? Perché la paura nell’essere umano è un fenomeno endemico e permanente.

La paura fa parte dell’istinto di sopravvivenza della natura umana e pertanto non può venire soppressa.

Combatterla rafforza la sua presenza: è proprio questa la vera causa di tutti i problemi ad essa correlati.

Nell’antica Grecia la natura e la sessualità libera e sfrenata avevano una valenza divina ed erano rappresentate dal dio Pan. L’uomo moderno combatte nel suo immaginario e nella realtà il dio Pan in diversi modi. Teme e combatte i suoi istinti, la sua libido, le sue energie naturali ed emotive. Per aderire a dei modelli ideali di perfezionismo e controllo, l’uomo moderno rifiuta, misconosce e rinnega la sua natura, che a sua volta si ribella e lotta per affermare la sua dignità di esistere. Il nostro rifiuto o la nostra lotta contro Pan, (con “l’animale che mi porto dentro “ direbbe Battiato), con quel bambino sensibile e vitale che mal si adatta alle coercizioni moralistico-razionali della cultura moderna, che pare tanto aver dimenticato le proprie origini.

attacchi di panico . giostra

Da un punto di vista squisitamente psicologico, l’uomo moderno non è molto diverso dal suo primitivo progenitore. Il nostro sistema percettivo rileva dei segnali considerati pericolosi da nostro sistema cognitivo di valutazione: in una frazione di secondo avviene una meravigliosa reazione neuroendocrina che predispone la macchina psicofisica ad affrontare il presunto pericolo. L’attenzione aumenta, le pupille si dilatano, il cuore pompa forte, la respirazione si modifica, la muscolatura si tende, il corpo è percorso da vibrazioni interne, il sangue fluisce alle estremità, le mani sudano, sostanze energetiche ed eccitanti vengono sparate nell’organismo, la pressione del sangue aumenta, la macchina si prepara.

La paura ci permette perciò di reagire tempestivamente ed energicamente, rivelandosi quindi di estrema utilità: ci consente di essere vigili e prudenti prima di agire, stimola cautela nelle scelte e nei comportamenti, ci fa vibrare e ci mantiene vivi. Ogni qualvolta che ci imbattiamo in rischi e novità abbiamo come compagna di strada la paura. Ed essendo ogni itinerario di sviluppo personale costellato di rischi e ricco di novità, chiunque voglia realmente mettersi alla prova per cercare di cambiare dovrà trovare modo di fare amicizia con questo sentimento, oppure rassegnarsi a vivere il tutto in maniera ansiosa e conflittuale.

L’integrazione somato-psichica (metodo utilizzato all’interno di Addio Panico) è un toccasana per chi desideri imparare ed accettare, gestire e risolvere le sofferenze legate agli attacchi di panico, all’ansia e alla paura.

Come tutte le emozioni, anch’esse scompaiono velocemente proprio quando non vengono contrastate. Respirare profondamente e rimanere rilassati, facilita questo flusso e limita il conflitto, in particolare modo per ciò che riguarda il suo aspetto somatico. Per i casi più gravi è utile abbinare a tale percorso un lavoro individuale di cura e di disintossicazione, coadiuvato da un medico ed uno psicologo, con l’obiettivo di scaricare il sistema nervoso dalle tensioni, di decondizionare i pensieri attivanti e sboccare il sistema muscolare e respiratorio.

Fondamentale sarà in fine cambiare il contesto, la cornice interpretativa individuale, verso l’emozione stessa e la sua sintomatologia, trasformando cosi un nemico in un alleato: riportando a casa Peter Pan (che coincidenza di nomi!) dall’isola che non c’è, dove si era dovuto rifugiare, poiché la realtà attuale sembra non essere più in grado di accogliere i bambini sperduti, i giochi, la follia, il divertimento, l’emotività, gli istinti delle nostre parti infantili e primitive.

Fare pace con il nostro vero essere: questa è la strada della guarigione! Imparare a fare amicizia e convivere con le nostre paure, insegnando ai nostri figli e ai genitori che è normale avere paura, abituandoli a sviluppare contesti, in cui essa sia comprensibile. Ciò a mio avviso è molto importante per stare meglio con noi stessi, per raccogliere i molteplici doni e le innumerevoli sfide che la vita ci presenta, per allargare il nostro spazio di amore incondizionato e per accettare la nostra umana natura emotiva, istintuale e sensibile.

Gianluigi Giacconi

Pan Panico e Peter Pan. All’origine della paura, dell’ansia e degli attacchi di panico
Gianluigi Giacconi, Aldenia Edizioni

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