La paura della critica – limitazione alla creatività

Tra le principali paure che affliggono inutilmente l’animo umano, limitandoci e contraendo il nostro potenziale creativo ed espressivo, va annoverata la paura della critica.

La paura della critica e del giudizio, del rimprovero e della disapprovazione altrui, la paura di fare brutta figura, di perdere l’immagine, il ruolo in cui ci si è identificati e il cui potere ci spaventa perdere. La vergogna la timidezza, l’intrinseco timore di perdere l’amore e la stima dell’altro o degli altri se sono in disaccordo con me, o se fallisco, sbaglio o mostro una mia debolezza o una mia mancanza.

Strettamente legata alla paura della critica c’è la paura della povertà e di sbagliare, la paura della critica influenza sia il nostro modo di reagire ai rimproveri, agli errori e all’autorità, ma anche il nostro modo di esprimere i nostri bisogni, i nostri dissensi, i nostri desideri. Ci imprigiona spesso in personaggi controllati, inautentici, eccessivamente compiacenti e seduttivi per ottenere l’approvazione e l’invidia altrui e garantirsi l’indipendenza dalle persone amate o temute, la loro buona opinione.

paura della critica - sassi zen

E’ comprensibile che in una cultura sempre più mass-mediale e soggetta alle seduzioni della vanità e dell’apparenza, l’obiettivo di costruirsi un’immagine positiva sia a volte necessario per muoversi sul mercato e nelle relazioni sociali. Il rischio è quello di identificarsi con la propria immagine, delegando così la propria identità e il proprio valore a ciò che riceviamo come feed-back dagli altri, a ciò che ci illudiamo pensare che gli altri pensino. Oppure la paura della critica fa prevalere una fase di evitamento e di fuga, una forma di mimetismo emozionale, di eccessivo pudore, di scarsa autovalutazione che ci porta a comportamenti passivi, remissivi, autocastranti.

La paura della critica nasce inevitabilmente dalle nostre esperienze, dall’educazione ricevuta, dai condizionamenti sociali. Determina ansia, limiti all’immaginazione e alla creatività individuale, difficoltà a comunicare apertamente e mostrare le proprie emozioni, con una tendenza a creare rapporti superficiali, complessi d’inferiorità o deliri di superbia. Limita l’imprenditorialità, l’azione e il rischio, ci rende permalosi e vulnerabili, dipendenti o isolati.

Una buona capacità di autoanalisi ci permette di riconoscere gli automatismi caratteriali e come, quando, dove e con chi quanto spesso compaiono i sintomi manifesti della paura della critica.

Esempi reali di paura della critica

  • Quando vi trovate in mezzo a un gruppo di persone: vi sentite nervosi, impacciati nei movimenti, poco spontanei nelle espressioni, con lo sguardo furtivo?
  • In presenza di altri, sentite in voi un senso di soggezione al punto di non saper cosa dire, entrate in confusione, siete distratti, la memoria si indebolisce?
  • Siete soliti indietreggiare di fronte agli avvenimenti in particolare se sono nuovi e importanti o richiedono l’assunzione di responsabilità?
  • Avete difficoltà ad esprimere il vostro disaccordo e dite sempre di sì a ciò che viene detto, anche se non siete concordi?
  • Siete soliti approvare voi stessi con le parole, dicendo magari delle bugie per nascondere i vostri difetti?
  • Siete soliti invidiare gli altri nel loro modo di parlare e di vestire per sembrare diversi?
  • Vi imbarazza che gli altri vedano i vostri difetti?
  • Vi vantate di imprese immaginarie, o usate parole difficili per impressionare gli altri, il più delle volte senza conoscerne il significato?
  • Vi sforzate al di sopra delle vostre possibilità per fare una buona impressione?
  • Quando vi si presenta un’opportunità nuova che potrebbe richiedere di mettere alla prova le vostre abilità, rinunciate o procrastinate, lasciandovi pervadere dal dubbio di non farcela?
  • Date delle risposte evasive per paura di prendere posizione, e per paura di essere criticati?
  • Vi capita di esitare parecchio prima di prendere una decisione specialmente se non è unanimamente condivisa?
  • Accettate facilmente biasimi per i vostri sbagli, oppure vi ribellate anche sapendo che i biasimi sono meritati.?
  • Pensate spesso di non avere le qualità necessarie per avere amici e una vita affettiva soddisfacente?
  • Quando siete con altre persone o i vostri cari fate delle critiche non necessarie, sarcastiche o caustiche, magari solo per sfogare i nervi?
  • Tendete ad essere sospettosi e diffidenti, in genere, anche senza motivi precisi?
  • Siete soliti criticare gli altri dietro alle spalle e di adularli quando sono presenti?

A volte questa reazione di paura è così profondamente radicata che non siamo consapevoli di esserne condizionati. La paura è uno stato psichico che nasce da pensieri di pericolo previsto o imminente, preoccupazioni, indecisioni, dubbi, svalutazioni, colpe. Alcuni di questi sono automatici, radicati nelle nostre abitudini di pensiero. Ma siccome i pensieri sono sotto il nostro controllo, se ci addentriamo possiamo imparare a riconoscerli e impedirgli di nuocere e di influenzare i nostri comportamenti e la nostra autostima, sostituendoli con considerazioni più sagge che ci permettano di essere ciò che siamo, senza dubitare del nostro valore e della nostra identità.

Gianluigi Giacconi

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