Paura e Amore

Esistono due forze cosmiche primordiali, complementari ed opposte, che la scuola cinese taoista chiama yin e yang, presenti ovunque ci sia vita su questo pianeta, così nel grande come nel piccolo, in alto come in basso, e diverse altre scuole lo testimoniano.

Queste due forze unite da una terza forza neutralizzante di attrazione, di unione, possono riconoscersi in alcuni principi esistenziali: dalla struttura dell’atomo, alla struttura una e trina del divino. Possiamo chiamarle forza attiva e passiva, positiva e negativa (+ e -), forza di attrazione e di espressione, maschile e femminile, cielo e terra, spirito e materia, giorno e notte, inspiro ed espiro, contrazione e rilassamento.

Sul piano organico abbiamo il sistema venoso e arterioso diretto dal cuore, il sistema nervoso simpatico-tonico (attività, eccitatazione) e parasimpatico-tonico (rilassamento, abbandono) coordinato dal cervello, ad esempio.

Sul piano emozionale queste due forze – che possiamo anche chiamare soma e psiche (corpo e anima) – si esplicano attraverso due emozioni di base: la paura e l’amore.

Si può rilevare in ogni individuo la presenza di questi due principi, come se si immaginasse la non sempre facile integrazione tra un animale, che risponde a leggi istintive e naturali di sopravvivenza (di sé e della propria specie) ed un angelo, uno spirito celeste, legato alle leggi dello spirito e della conoscenza. “We are spirít in a materia world”, cantava Sting in un celebre brano di diversi anni fa.

addio panico paura e amore

E’ fondamentale riconoscere che non esiste alcuna differenza di valore tra questi due aspetti del sé, non vi è, secondo un approccio integrativo, una parte migliore dell’altra. Ma due funzioni che esprimono – se guidate dalla luce, dalla coscienza e dal cuore, in equilibrio – il potenziale speciale che caratterizza l’essere umano e la sua qualità esistenziale.

Sul piano organico una non può esistere senza l’altra. Ma Caino (l’animale) e Abele (l’angelo), se non si integrano e collaborano armoniosamente tra loro creano squilibrio, risposte disfunzionali e disarmoniche nella nostra relazione con noi, gli altri, la vita. I testi sacri affermano che per una lunga fase dell’evoluzione dell’umanità (età del ferro) la forza guerriera, competitiva e maschile di Caino è prevalsa sulla parte sensibile e delicata di Abele. E’ questo è stato evidente sia sul piano sociale che sul piano individuale intra psichico. E’ conveniente imparare a comprendere ed osservare come questi aspetti si esprimono e si manifestano nella realtà psicoemotiva di ognuno. Esaminiamo allora queste due emozioni.

La paura

Legata al futuro e spesso influenzata dal passato, essa nasce dall’intelletto, dal pensiero e dall’istinto. È alla base di tutti i meccanismi di lotta-fuga-mimetismo, e stato di all’erta, che facilitano la sopravvivenza. Porta ad una condizione di fondo di contrazione ed attivazione elettrica, per il controllo e la difesa. Tende a farci sentire separati, egocentrici, pre-occupati del nostro potere e detta nostra affermazione. Da essa nasce la tendenza alla diffidenza, al dubbio, al sospetto, l’attivazione di energia e atteggiamenti aggressivi, combattivi, competitivi.

Il giudizio e la paura del giudizio, la morale e la colpa nascono da questa pulsione, che di per sé possiede un lato luce, utile e proficuo ed uno d’ombra, tossico e distruttivo. Per molte persone e per alcune strutture caratteriali in particolare, questo eccesso di controllo, giudizio, ansia, solitudine, è causa dí stress, conflitto, malattia, nevrosi, e può prosuperare eccessi di: aggressività (lotta), fuga (evitamento), inautenticità (mimetismo), ansia (all’erta). La distinzione tra Amore e Paura può assomigliare all’intuizione freudiana di Eros e Thanatos, vita e morte, come forze contrapposte; questo modello, però non prevede una costituzionale volontà distruttiva e antivitale, ma due funzioni vitali che operano intenzionalmente a favore dell’esistenza, da punti di vista diversi: Apollineo e Dionisiaco.

La paura ha però la tendenza a tenerci a volte troppo o troppo spesso in uno stato di tensione nervosa, endocrina e muscolare, stressante che ci mantiene su vibrazioni basse, pesanti. Tanto più siamo coinvolti in ruoli e attività che richiedono ambizione, competitività, responsabilità, attenzione e controllo, o manteniamo per scelta/abitudine un atteggiamento relazionale di questo tipo, tanto più necessitiamo di apprendere e allenare le qualità del “cuore”, del rilassamento, dell’eros (piacere) e dell’agape (amore).

attacchi di panico e ansia generalizzata

L’amore

Nelle sue forme più passionali/emotive o più incondizionate e spirituali, anche questo lato dell’essere ha aspetti luce e d’ombra, di congruenza e incongruenza rispetto alle situazioni che viviamo. La forza dell’amore è una forza di unione, fusione, unità, integrazione. Favorisce l’accettazione, la comprensione, la gratitudine, la tolleranza, il perdono; cerca pace, accordo e armonia. Stimola l’abbandono, il lasciar fluire, raccogliere, l’ascoltare, il nutrire e il prendersi cura, la ricerca delle affinità, delle cose in comune. Non si concentra sulla mancanza o la differenza, ma cerca cosa c’è e cosa accomuna. Non trattiene. Fonda il suo principio sullo scambio, sul dare e sul ricevere, sulla fede e la fiducia, sull’apertura e la non-violenza.

Rilassamento, meditazione, gioco (non competitivo ma ludico), affettività, amicizia, collaborazione, preghiera, favoriscono l’attivazione di questo principio, elevano il nostro livello vibratorio, raffinano ed alleggeriscono la nostra struttura energetica. L’amore favorisce – nella sua funzione più equilibrata – l’attitudine al non attaccamento, alta disponibilità, alla compassione, alla sensibilità, all’intuito, alla coscienza etica. Eccessi di questa energia possono portare ad un’esagerazione di passionalità, legami morbosi, dipendenza, gelosia e possessività, ingenuità, mollezza, edonismo, imprudenza, vulnerabilità.

L’integrazione

Per ognuno può essere interessante riflettere su come armonizzare ed equilibrare questi due aspetti del sé, in modo sano ed ecologico. Il respiro consapevole abbinato ad una capacità di ascolto, presenza e rilassamento interiori, combinata con una padronanza di una psiche risvegliata e alla ricerca di una saggia ed equilibrata capacità di giudizio, in una struttura corporea sveglia, ricettiva, elastica e ben nutrita, facilitano, rendendolo naturale, questo processo d’integrazione somato/psichica.

I miei progetti, nel rispetto di questi principi, tendono a promuovere realmente e concretamente un percorso di pace ed integrazione su tutti i piani. Perché se non riusciremo a fare andare d’accordo la testa e la pancia, il padre e la madre dentro di noi, il maschile e il femminile, iniziando innanzitutto da noi stessi, a risolvere la repressione, la discriminazione, il conflitto e la punizione, nel nostro interiore, lo tollereremo e lo costruiremo anche fuori di noi. Se vogliamo che le cose cambino, possiamo iniziare a partire da noi stessi, attivando il grande integratore (l’Amore) e le sue funzioni: il cuore e l’anima umana, sostenuti da uno spirito sveglio, capace di discernere, e che collabora con il sentire che fluisce in ogni respiro. Bisogna volerlo e cercarlo. Ma si può fare. Insieme.

Gianluigi Giacconi

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